La collezione Autunno/Inverno 2017-2018 di Accademia Italiana si allarga con l’arrivo, nello shop online, dei nuovi Blazer “Oxer”, disponibili sia per donna che per uomo.

Entrambe le versioni sono realizzate in tessuto tecnico, leggero e bielastico, rigorosamente water-repellent, per un capo comodo anche nella cura in quanto lavabile in lavatrice e perfetto anche senza stiro grazie alle sue particolari caratteristiche.

Il Blazer pensato per le donne è arricchito dalla caratterista stampa logo di Accademia Italiana, presente sia sul collo che negli spacchi sul retro, in coordinamento con il resto della collezione. Le tasche sono realizzate con una zip spalmata in colore nero, per evidenziare la tecnicità e allo stesso tempo l’eleganza dell’articolo.

L’attenzione e la cura che Accademia Italiana mette nei suoi capi la si riscontra anche nei Blazer, grazie ai preziosi bottoni a pressione identificativi del brand.

Il Blazer da uomo risulta ugualmente molto curato e dettagliato, con bottoni preziosi con tanto di logo Accademia Italiana applicati a pressione con tasche donate di zip spalmate color nero.

Entrambi gli articoli, sai da uomo che da donna, sono personalizzati con il nuovo tricolore di Accademia Italiana, coordinamento con il resto della collezione.

 

Visitate lo shop online per scoprire tutte le combinazioni di colore del Blazer “Oxer” Accademia Italiana.


Ogni mese, all’interno di questa rubrica, vi proporremo un libro diverso, un romanzo o un manuale, un volume che racconti il forte legame che si instaura tra cavallo e uomo.
Questo mese abbiamo scelto il romanzo di Sara Albanese.

Il cavallo, si sa, per sua natura non ama ciò che avviene dietro le spalle, preferisce ciò che accade davanti agli occhi e questo, in chiave metaforica, lo rende il miglior amico che si possa avere.

Quello di Sara Albanese più che un romanzo è uno scrigno di emozioni, parole semplici ma di grande impatto, che toccano delicatamente il cuore, così come la sua storia.

In questo libro-diario Sara si apre al pubblico, raccontando con grande emozione la sua storia personale, come in un viaggio, si corre da una tappa all’altra, scivolando tra le pagine.
L’amore per i cavalli e il forte legame che la lega a questo animale, da sempre così presente nella sua vita, fa di questo libro il nostro consiglio del mese.

Info del libro:

ISBN – 9781471659928

PAGINE – 77


 

In occasione di Fiera Cavalli Verona, lo scorso Ottobre, Accademia Italiana ha mostrato al pubblico la novità del 2018: la capsule collection in seamless.

Si tratta di una piccola collezione composta da leggings, smanicati e polo, disponibili per donna, uomo e bambino realizzati completamente senza cuciture, per fornire un comfort assoluto durante le prestazioni sportive.

I leggings di Accademia Italiana, sono realizzati con un filato in Poliammide termoregolatore, attraverso una particolare tecnica chiamata “seamless” che permette di avere delle zone composte da differenti strutture e spessori come ad esempio i fianchi composti da un susseguirsi di costine che rendono il pantalone più sostenuto, pensato appositamente per le donne.
La stessa struttura è resa più leggera dietro al ginocchio, in modo da facilitare la flessione della gamba durante l’attività fisica, mentre nella zona dei glutei si trasforma in piqué spessorato, perfetto per ammortizzare e proteggere la zona del corpo a contatto con la sella.

L’elemento che rende davvero unico questo capo è l’elevata elasticità che, unita al Grip in silicone, permette una perfetta aderenza alla sella per un massimo comfort.
I leggings in Seamless sono presenti nei colori navy, nero, grigio melange e bianco per quanto riguarda la donna; mentre navy, grigio melange e bianco per la collezione Junior.

A completare il look, Accademia Italiana ha realizzato anche il Gilet utilizzando la tecnica del Seamless con una particolare attenzione alla schiena, per fornire una perfetta ergonomicità del corpo, viene indossato come una seconda pelle, leggero ed elastico, disponibile in navy e nero per la donna mentre navy e mole per l’uomo.

L’ultimo capo realizzato in seamless è la polo, disponibile sia in versione “every day”, prodotta con un disegno di strutture differenziate di costine e piquè, che in versione da gara, realizzata con lo jacquard del logo in all-over e il collo con balza in pizzo bianco.

Le polo sono disponibili per donna, uomo e collezione Junior, in differenti colori.La collezione seamless Accademia Italiana sarà disponibile negli store e online a partire da Aprile 2018.

 



L’anno 2017 è stato un anno pieno di interessanti ed emozionanti cambiamenti per Accademia Italiana, la quale si prepara per Spoga Horse, l’importante appuntamento con la moda equestre internazionale in scena a Colonia, in Germania dall’3 al 5 Settembre.

Un punto di riferimento per tutti gli operatori del settore, questa manifestazione fieristica è il luogo ideale per presentare in anteprima al mercato le nostre nuove collezioni di abbigliamento sportivo/fashion per l’equitazione.

Siamo lieti di invitarvi presso il nostro stand, molte novità vi attendono che non vediamo l’ora di svelarvi…

Hall 11.2 – Stand R-028, Vi aspettiamo!


Agli inizi del XX secolo, il volo sembrava ancora una chimera irraggiungibile per l’uomo. I primi velivoli sperimentali dovevano ancora essere messi a punto. Non stupisce quindi che anche il salto in elevazione con il cavallo venisse considerato un’impresa quasi impossibile.
Persino gli istruttori dell’Accademia regia sostenevano che i cavalli non fossero in grado di saltare in autonomia e che anche un salto di 80 centimetri fosse un risultato difficilmente raggiungibile, per non dire impossibile, per qualsiasi cavaliere.

A sfatare questo mito fu un giovane capitano dell’esercito sabaudo, Federico Caprilli. Noto agli appassionati soprattutto per via delle innovazioni introdotte nella tecnica di monta, Caprilli è stato anche un pioniere della disciplina del salto a ostacoli, grazie alle imprese realizzate in groppa al fedele Melopo. L’evento che segnò una svolta nella storia dell’equitazione fu a Torino nel 1902, quando davanti alle cavallerie e alle famiglie reali di tutta Europa, Caprilli balzò per la prima volta oltre i due metri di altezza. Fu qualcosa di assolutamente inaudito e straordinario per l’epoca, ma bastarono pochi anni per capire che l’intuizione del capitano livornese aveva segnato un punto di non ritorno. Nel 1909, il record di salto in elevazione era già lievitato fino a 2,20 metri (stabilito dal tenente Ruggero Ubertalli a Pinerolo).

La cosa curiosa è che mentre l’equitazione moderna prendeva forma con le sue discipline più conosciute e praticate (dressage, salto), per quasi mezzo secolo le gare di elevazione, o di “salto in alto” a cavallo, continuarono ad essere disputate con grande seguito. Forse pochi sanno che il primo olimpionico italiano nella storia dei Giochi moderni fu il conte Gian Giorgio Trissino, cavaliere vincitore della medaglia d’oro a Parigi nel 1900… indovinate in quale disciplina? Esatto, proprio il salto in alto. Del resto in quell’edizione, il salto in alto e in lungo erano le uniche competizioni equestri previste. Subito dopo sarebbero state subito eliminate dal programma.
I tentativi di record in elevazione invece si succedettero fino alla fine degli anni ’40, continuando a suscitare un forte impatto mediatico, come dimostra l’aura leggendaria che circonda gli autori dell’ultimo, mai eguagliato primato.

5 Febbraio 1949, a guerra appena finita. Siamo a Vina del Mar, in Cile. Il capitano Alberto Larraguibel Morales in sella a Huaso, purosangue impavido dal carattere difficile, supera i due metri e quarantasette di altezza dopo tre tentativi. È un’impresa straordinaria, fuori dal comune, che cancella tutti i primati precedenti e rimarrà ineguagliato per sempre, anche perché questo tipo di gare verrà bandito ufficialmente di lì a poco.

Le immagini in bianco e nero fanno venire la pelle d’oca ancora oggi: è una piccola grande storia di follia e coraggio, quella che il cavaliere Morales ha saputo scrivere spronando il fedele Huaso. Nella sua forza e spregiudicatezza ha riposto ogni fiducia, e il suo fedele amico lo ha ripagato con un balzo che ha del soprannaturale. L’immagine sgranata da pellicola d’epoca accentua la sensazione di incredulità. Tutto in questa impresa appare assurdo, impossibile anche solo da immaginare se non ci fosse la prova incontrovertibile del video. La barriera da superare con la sua forma ricurva, quasi come fosse una rampa di lancio o un trampolino per il salto con gli sci, richiama per prima l’attenzione, seguita immediatamente dal gesto atletico compiuto da Huaso, il modo in cui si inarca al di sopra dell’ostacolo e resiste all’impatto dell’atterraggio sulle gambe anteriori…
Un tuffo al cuore inevitabile nel rendersi conto quanto si vada vicino alla perdita d’assetto e il cavaliere rischi di essere catapultato in avanti, e poi è finita: Huaso ce l’ha fatta, è campéon! Il suo nome resterà scritto nella storia per sempre.

Questo tipo di gare sopravvive oggi nella forma “aggiornata” delle prove di potenza, che però conservano ancora l’idea alla base delle folli imprese del passato.
Il record attuale di salto ostacoli in potenza è di 2,40 metri, stabilito nel 1991 dal cavaliere tedesco Franke Sloothaak in sella a Leonardo.

Oggi il ricordo di un’epoca d’oro dell’equitazione italiana non può non ispirare un po’ di malinconia. Forse non c’è bisogno di risalire ai tempi di Caprilli e Trissino, ma in ogni caso più di mezzo secolo è trascorso da quando a rappresentare il Belpaese nei concorsi più prestigiosi c’erano i fratelli d’Inzeo, che solo i lettori più maturi potranno ricordare.

Nelle immagini di alcuni video d’epoca come quello che vedete qui, si può ritrovare un pizzico di quell’atmosfera magica che caratterizzava il 1968, un anno pieno di fermenti. Oltre a Raimondo d’Inzeo, sempre fiero ed elegante nella sua divisa da carabiniere, un altro personaggio singolare di quell’epoca (questa volta sicuramente più popolare per i britannici) che può essere riconosciuto è Marion Coakes, la ragazzina terribile che insieme all’inseparabile Stroller proprio quell’anno avrebbe colto un argento storico ai Giochi di Città del Messico, primo e unico caso di un pony su un podio olimpico di salto a ostacoli.


Giovani promesse dell’equitazione italiana crescono. Lorenzo Antali è un talentuoso rider lombardo, classe 1994, che sta ottenendo risultati prestigiosi a livello regionale e nazionale nella disciplina del salto ostacoli.

A partire dall’anno scorso, Accademia Italiana, da sempre vicina ai giovani talenti che lavorano duramente per perseguire obiettivi ambiziosi, ha scelto come proprio testimonial Lorenzo, che incarna al meglio i valori fondanti del brand: passione, dedizione per il proprio lavoro, eleganza e attitudine.

Nel corso del 2015 il cavaliere bergamasco e il suo inseparabile Campej, stallone baio del 2002, hanno accumulato una notevole esperienza, togliendosi anche parecchie soddisfazioni. Gli ultimi mesi dell’anno in particolare sono stati ricchi di risultati di rilievo e di forti emozioni.

Il 23 Ottobre nelle strutture d’eccellenza dell’Horses Riviera Resort di Cattolica si è disputato il Csi 2 stelle dove Lorenzo e Campej hanno partecipato alla categoria bassa internazionale, le cui competizioni erano valide come selezioni per il Gran Premio delle regioni under 21 di Fieracavalli di Verona, come stabilito dalla FISE. Lorenzo si è classificato quinto ottenendo una meritata qualificazione.

Giovedì 05 Novembre Lorenzo ha così potuto calcare il prestigioso campo della coppa del mondo di Verona classificandosi quattordicesimo al Gran Premio delle regioni under 21. L’atleta lombardo ha ammesso che è stata per lui una grande emozione entrare in quell’importante campo, che la domenica successiva è stato calpestato da campioni di statura mondiale.

Inzia bene il 2016 di Lorenzo: proprio il 12 Febbraio, a Gorla Minore, ha ottenuto un eccellente secondo posto nella C130.

Non possiamo quindi che augurare a Lorenzo e Campej buon lavoro per un 2016 ricco di successi, con l’augurio che possano farsi strada in un settore difficile e competitivo come il salto a ostacoli e riescano ad ottenere soddisfazioni sempre più grandi. Accademia Italiana sarà sempre presente al loro fianco per sostenere i migliori talenti italiani.

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Un video che ha avuto molto successo sul web. Un’esibizione di dressage del rider danese Andreas Helgstrand con una colonna sonora decisamente alternativa, per una performance davvero notevole.

Cosa ne dite? Secondo voi potrebbe funzionare come idea per accrescere la popolarità di questa disciplina anche tra un pubblico di non addetti ai lavori?


Oggi vogliamo parlare di una storia vera, ma talmente incredibile che potrebbe sembrare solo un film. Se si fosse trattato di una storia americana, probabilmente a Hollywood avrebbero già provveduto a farne una pellicola di successo.

Invece la nostra storia comincia in Germania, dove ai tempi ebbe una risonanza tale da essere ricordata in seguito come “la leggenda di Stoccolma”. Protagonisti sono Hans Günter Winkler, cavaliere della squadra olimpica di salto tedesca, e soprattutto il suo cavallo Halla, un vero e proprio eroe nazionale, considerato una sorta di “Seabiscuit tedesco”. (Ve la ricordate la storia di Seabiscuit? Ne avevamo già parlato)

Perché “leggenda di Stoccolma”? Siamo nel 1956.  I giochi olimpici si tennero per la prima volta in Australia, a Melbourne, per giunta a dicembre nel pieno dell’estate australiana. Una novità assoluta, ma non per tutti gli atleti. Le gare di equitazione si svolsero infatti mesi prima a Stoccolma, a causa delle rigide leggi australiane sulla quarantena che rendeva parecchio complicato il trasferimento dei cavalli.

Ora, bisogna dire che la Germania non se la passava benissimo in quegli anni. Lo spettro della disfatta nella seconda guerra mondiale era ancora presente nei ricordi di tutti, il paese era diviso politicamente in due, e i tedeschi cercavano faticosamente di risollevarsi. In tutto questo lo sport venne in aiuto come occasione di rivalsa.

Solo due anni prima la nazionale di calcio della Germania Ovest aveva vinto per la prima volta la coppa del mondo in Svizzera battendo a sorpresa la favoritissima Ungheria, un’impresa passata alla storia come il “miracolo di Berna”.

 Dalla Svizzera alla Svezia il passo non è poi così lungo, e solo due anni dopo gli undici eroi de “Il miracolo di Berna” arrivarono altri due eroi a dare vita alla leggenda di Stoccolma.

Finale a squadre di salto ostacoli. Che i cavalieri tedeschi siano in grado di puntare all’oro non è certo un mistero. All’inizio della competizione però la fortuna sembra voltare subito le spalle alla Germania. Winkler sta per completare il suo percorso quando Halla al penultimo ostacolo stacca troppo in anticipo, Winkler viene sbalzato in aria e ricade pesantemente sulla sella stirandosi un muscolo dell’inguine.

Il dolore è tale che Winkler non riesce neanche a stare seduto in groppa a Halla. Ma ovviamente se anche solo un componente non è in grado di completare la gara, l’intera squadra viene squalificata e tolta dalla classifica per nazioni. Ogni speranza di medaglia sembra vana per la Germania. Ma Winkler non si arrende. Imbottendosi di antidolorifici riuscirebbe a stare perlomeno in sella, ma rimarrebbe stordito dall’effetto dei medicinali e poco lucido.

A questo punto i tedeschi decidono di rischiare il tutto per tutto: Winkler affronta l’ultimo round bevendo solo caffè nero per rimanere sveglio e affidandosi totalmente alla sua Halla.  E Halla, il cavallo che solo pochi anni prima veniva considerato un cavallo “difficile” impossibile da cavalcare, compie il miracolo.

Quanto può essere forte il legame tra un cavallo e il suo cavaliere? Molto, moltissimo, tanto da superare qualsiasi ostacolo, direbbe qualsiasi cavaliere.

“Halla aveva capito che qualcosa non andava” ha confessato lo stesso Winkler. Quel giorno praticamente riusciva a malapena a reggersi in sella e a indicare la strada al suo cavallo, senza poterlo guidare al meglio. Ebbene, Halla concluse praticamente“da sola” un percorso netto regalando a sé stessa e alla Germania un doppio oro, individuale e a squadre.

Per la Germania fu un trionfo di quelli da ricordare, per noi italiani un po’ meno. Alle spalle dei tedeschi si classificò infatti la squadra azzurra, con i fratelli D’inzeo entrambi sul podio anche nell’individuale, ovviamente dietro a Winkler e Halla.

Raimondo e Piero d’altronde avrebbero avuto tutto il tempo per consacrarsi tra le leggende dello sport italiano. E quale occasione migliore per questo delle olimpiadi di casa che si sarebbero tenute quattro anni dopo?

A Stoccolma invece fu il turno di Halla e Hans Winkler di entrare nella storia. Il primo rimane a tutt’oggi uno dei cavalli con più medaglie ai Giochi Olimpici. Il secondo divenne uno degli atleti tedeschi più famosi della sua epoca.

Merito del legame speciale che seppe costruire nel corso degli anni con la sua amata Halla portandola a esprimersi al massimo del suo potenziale, anche quando tutti la consideravano un grande “talento inespresso” a causa del suo carattere difficile. 


Prestigioso riconoscimento per l’amazzone Silvia Rizzo. La specialista del dressage figura infatti tra i premiati ai Chi è Chi Awards 2015, consegnati lo scorso 22 Settembre al palazzo Reale di Milano. L’evento, che ha dato il via alla Fashion Week di Milano, è nato nel 2001 con l’intento di premiare le eccellenze italiane nel campo imprenditoriale.

In particolare il tema di quest’anno riguarda i Brand Ambassador, ovvero personalità che si sono distinti come rappresentanti della creatività italiana nei rispettivi campi: Moda, Design, Cinema, Musica, Food, Sport, Charity, Beauty. E quale miglior rappresentante del Made in Italy per la categoria Sport di Silvia, conosciuta in tutto il mondo come la fashionista del Dressage?

Grazie al suo intuito e all’attenzione e passione con la quale segue le ultime tendenze nell’ambito fashion, Silvia si è subito distinta in tutto il mondo come icona di stile, in una disciplina dove peraltro l’eleganza in sella è sempre stata una componente essenziale per competere a alti livelli..

La Giuria composta da esperti del settore della moda ma non solo, ha riconoscuto l’impegno che l’amazzone italiana residente in Germania porta avanti da anni nel promuovere l’Italian style nell’abbigliamento per equitazione, grazie anche alla preziosa collaborazione con Accademia Italiana. Per il marchio Silvia riveste ormai da anni il ruolo di testimonial e rivenditrice.

I premi sono stati consegnati da dieci giovani imprenditori e startupper, selezionati dal comune di Milano per le loro iniziative imprenditoriali. Ha presenziato all’evento anche Cristina Tajani, l’assessore alle Politiche per il lavoro, sviluppo economico, Università e Ricerca.