Questa settimana, all’interno della nostra rubrica “Notizie curiose dal mondo”, vogliamo parlarvi di un docufilm molto divertente che racconta quello che in Finlandia è diventato un vero e proprio sport: le gare con i cavalli di legno.

Ebbene sì, lo racconta Hobbyhorse Revolution, un docufilm (qui il trailer https://www.youtube.com/watch?v=flTg90kCv_8 ) che presenta il mondo di queste gare e gli appassionati, ma anche le difficoltà che questi si trovano ad affrontare di fronte a chi li prende in giro, sostenendo che lo sport da loro amato “è la cosa più stupida del mondo”, cosa che spingerebbe molti dei 10.000 appassionati stimati in Finlandia a non pubblicizzare troppo la loro passione.

Il lungometraggio racconta di come le ragazze (si tratta di uno sport prettamente femminile) si allenino per molte ore la settimana, affrontano gare a livello nazionale in cui viene giudicata la postura, la camminata e ovviamente i salti.

Come si nota dalle immagini, le atlete utilizzano un cavallo di legno, esattamente quelli con cui i bambini giocano, con la testa di peluche e il corpo costituito da un manico di legno.

Questo sport particolare ha un certo seguito in Finlandia da circa una decina d’anni, ma è solo da pochi mesi che ha avuto notorietà internazionale, dopo che la regista Selma Vilhunen ha scoperto l’esistenza di questo sport ed ha deciso di dedicargli un breve film, intitolato “Hobbyhorsing Revolution”, che ha anche una sua pagina Instagram: https://www.instagram.com/hobbyhorserevolution/


Oggi, all’interno della nostra rubrica “Curiosità del Mese” vi parliamo della Scuola di Equitazione Spagnola di Vienna, una vera e propria università equina.

Fondata durante l’impero austriaco nel 1572, è la più antica nel suo genere. Il riferimento alla Spagna deriva dagli stalloni andalusi, tra i capostipiti della prestigiosa razza lipizzana, l’unica ammessa da sempre nella scuola. I lipizzani sono animali dotati di una memoria eccezionale e anche se molto focosi, sono docili e facili da addestrare, l’ideale per imparare a realizzare anche le figure più acrobatiche con estrema grazia. Un tempo provenienti da un antico allevamento imperiale di Lipizza, nelle vicinanze di Trieste, oggi i puledri lipizzani vengono allevati e selezionati in una scuderia a Piber, in Stiria.

Varcata la soglia della scuola a circa 4 anni, i giovani stalloni bianchi vengono istruiti secondo antiche tecniche utilizzate per addestrare i cavalli da guerra, tramandate oralmente da oltre 400 anni. Per completare gli studi e diplomarsi “professore” solitamente sono necessari dai 4 ai 6 anni di addestramento e il cavallo deve superare tutti e 3 i livelli di insegnamento previsti: prima equitazione, campagna scolastica e alta scuola.

Tra capriole, courbette e levate questi maestosi stalloni bianchi si esibiscono in figure davvero sorprendenti sotto gli occhi del pubblico nell’arena della Scuola di Equitazione Invernale nell’Hofburg di Vienna.

Come nei più prestigiosi campus universitari, ogni cavallo della scuola riceve un’assistenza individuale e un’alimentazione ad hoc, oltre a un programma giornaliero di benessere che comprende piscina, solarium e terapia con luce infrarossa e ultravioletta.

Insomma, anche i cavalli devono studiare!


Progettato e brevettato da Accademia Italiana, sin dalla nascita del brand, il grip in silicone ha fornito ai pantaloni un tocco altamente tecnico.
Nelle nostre collezioni sono presenti due tipologie di grip differenti:

Limited Grip utilizzato per il Salto Ostacoli con inserto di tessuto siliconato posizionato sulla parte interna delle ginocchia

Power Grip ideale per il Dressage, presenta la stampa in silicone all’interno della gamba, pantaloni che conferiscono ai meno esperti una maggiore sicurezza in sella ed ai professionisti un’eccellente stabilità nei momenti più critici a cavallo

Il nostro grip è realizzato con le miscele di silicone più raffinate, per avere una maggiore resistenza al continuo attrito con la sella.
Oggi il nostro Grip è diventato un’elemento indispensabile per i nostri pantaloni, richiesto ed apprezzato da tutti i nostri clienti, al punto di convincere il gruppo “Il Progetto” ad allestire internamente la produzione dell’intero processo di stampa, assicurandosi cosi un maggiore controllo della qualità in modo da offrire un prodotto sempre più performante.

Anche i Leggings realizzati con la tecnica del seamless, la nostra novità del 2018, avranno il Grip in silicone, per il momento nella sola versione Limited Grip, con silicone colorato nelle tinte fluo per i bambini e tono su tono per la donna.

I pantaloni in Limited Grip e Power Grip sono disponibili nel nostro shop online.

 



In questa rubrica, a cadenza mensile, vi presenteremo una giovane promessa del mondo dell’equitazione che ha scelto di vestire Accademia Italiana durante le competizioni.

Camilla Cavalleri ha 16 anni, frequenta il terzo anno del Liceo Artistico di Pavia e pratica equitazione da quando aveva 6 anni. Camilla si approccia al mondo dell’equitazione quasi per gioco, le piacevano i cavalli e stare in loro compagnia la rendeva felice.

Si avvicina al salto ostacoli nel 2013, quando monta una pony grigia, è con lei che svolge le prime gare. L’anno successivo Camilla incontra la sua attuale istruttrice con la quale intraprendere un vero e proprio percorso formativo che la vede impegnate nelle prime esperienze nelle gare nazionali.

Il 2016 è finalmente l’anno in cui Camilla monta un cavallo “serio”: Starbright, un bellissimo cavallo sauro italiano, di 14 anni. Con lui Camilla lega tantissimo, fin da subito capisce che i loro caratteri sono molto simili.

Qui comincia il periodo in salita di Camilla, che la vede sul podio di molte gare importanti come i Campionati Italiani Brevetti Emergenti, la finale del Progetto Sport alla Fiera Cavalli Verona e l’Horses Riviera Resort di Cattolica.

Accademia Italiana non può che essere fiera di vestire una giovane promessa come Camilla Cavalleri, una ragazza che sicuramente ci regalerà ancora tante emozioni e soddisfazioni!
In bocca al lupo Camilla!

 

 


Sono molteplici le novità di Accademia Italiana per la collezione Primavera/Estate 2018, presentata ufficialmente durante Fiera Cavalli Verona.

Una delle più apprezzate è indubbiamente la prima collezione di pantaloni in denim, disponibili per donna, uomo e junior; realizzati con un tessuto in jeans bi-elastico e proposta in tre diverse varianti nella collezione donna:

  1. Denim Logo, ovvero un pantalone che vede sul retro una personalizzazione con intero stampato con i motivi logo, tipici di Accademia Italiana. Il lavaggio Stone-Washed, unito ai tagli con toppa, rendono questo pantalone “rock” ma allo stesso tempo elegante.
  2. Denim Sky è il pantalone basic di questa collezione, realizzato in denim chiaro con i ricami del logo sulle tasche posteriori.
  3. Denim Black Stone è il pantalone in denim scuro, impreziosito da pietre nere applicate sulle tasche anterori, per uno stile glamour-rock.

Per le collezioni uomo e Junior è presente un’unica variante realizzata in Stone Washed in tinta scura e tagli con toppa.

La collezione denim Accademia Italiana sarà disponibile negli store e online a partire da Aprile 2018.

 


La collezione Autunno/Inverno 2017-2018 di Accademia Italiana si allarga con l’arrivo, nello shop online, dei nuovi Blazer “Oxer”, disponibili sia per donna che per uomo.

Entrambe le versioni sono realizzate in tessuto tecnico, leggero e bielastico, rigorosamente water-repellent, per un capo comodo anche nella cura in quanto lavabile in lavatrice e perfetto anche senza stiro grazie alle sue particolari caratteristiche.

Il Blazer pensato per le donne è arricchito dalla caratterista stampa logo di Accademia Italiana, presente sia sul collo che negli spacchi sul retro, in coordinamento con il resto della collezione. Le tasche sono realizzate con una zip spalmata in colore nero, per evidenziare la tecnicità e allo stesso tempo l’eleganza dell’articolo.

L’attenzione e la cura che Accademia Italiana mette nei suoi capi la si riscontra anche nei Blazer, grazie ai preziosi bottoni a pressione identificativi del brand.

Il Blazer da uomo risulta ugualmente molto curato e dettagliato, con bottoni preziosi con tanto di logo Accademia Italiana applicati a pressione con tasche donate di zip spalmate color nero.

Entrambi gli articoli, sai da uomo che da donna, sono personalizzati con il nuovo tricolore di Accademia Italiana, coordinamento con il resto della collezione.

 

Visitate lo shop online per scoprire tutte le combinazioni di colore del Blazer “Oxer” Accademia Italiana.


Ogni mese, all’interno di questa rubrica, vi proporremo un libro diverso, un romanzo o un manuale, un volume che racconti il forte legame che si instaura tra cavallo e uomo.
Questo mese abbiamo scelto il romanzo di Sara Albanese.

Il cavallo, si sa, per sua natura non ama ciò che avviene dietro le spalle, preferisce ciò che accade davanti agli occhi e questo, in chiave metaforica, lo rende il miglior amico che si possa avere.

Quello di Sara Albanese più che un romanzo è uno scrigno di emozioni, parole semplici ma di grande impatto, che toccano delicatamente il cuore, così come la sua storia.

In questo libro-diario Sara si apre al pubblico, raccontando con grande emozione la sua storia personale, come in un viaggio, si corre da una tappa all’altra, scivolando tra le pagine.
L’amore per i cavalli e il forte legame che la lega a questo animale, da sempre così presente nella sua vita, fa di questo libro il nostro consiglio del mese.

Info del libro:

ISBN – 9781471659928

PAGINE – 77


Agli inizi del XX secolo, il volo sembrava ancora una chimera irraggiungibile per l’uomo. I primi velivoli sperimentali dovevano ancora essere messi a punto. Non stupisce quindi che anche il salto in elevazione con il cavallo venisse considerato un’impresa quasi impossibile.
Persino gli istruttori dell’Accademia regia sostenevano che i cavalli non fossero in grado di saltare in autonomia e che anche un salto di 80 centimetri fosse un risultato difficilmente raggiungibile, per non dire impossibile, per qualsiasi cavaliere.

A sfatare questo mito fu un giovane capitano dell’esercito sabaudo, Federico Caprilli. Noto agli appassionati soprattutto per via delle innovazioni introdotte nella tecnica di monta, Caprilli è stato anche un pioniere della disciplina del salto a ostacoli, grazie alle imprese realizzate in groppa al fedele Melopo. L’evento che segnò una svolta nella storia dell’equitazione fu a Torino nel 1902, quando davanti alle cavallerie e alle famiglie reali di tutta Europa, Caprilli balzò per la prima volta oltre i due metri di altezza. Fu qualcosa di assolutamente inaudito e straordinario per l’epoca, ma bastarono pochi anni per capire che l’intuizione del capitano livornese aveva segnato un punto di non ritorno. Nel 1909, il record di salto in elevazione era già lievitato fino a 2,20 metri (stabilito dal tenente Ruggero Ubertalli a Pinerolo).

La cosa curiosa è che mentre l’equitazione moderna prendeva forma con le sue discipline più conosciute e praticate (dressage, salto), per quasi mezzo secolo le gare di elevazione, o di “salto in alto” a cavallo, continuarono ad essere disputate con grande seguito. Forse pochi sanno che il primo olimpionico italiano nella storia dei Giochi moderni fu il conte Gian Giorgio Trissino, cavaliere vincitore della medaglia d’oro a Parigi nel 1900… indovinate in quale disciplina? Esatto, proprio il salto in alto. Del resto in quell’edizione, il salto in alto e in lungo erano le uniche competizioni equestri previste. Subito dopo sarebbero state subito eliminate dal programma.
I tentativi di record in elevazione invece si succedettero fino alla fine degli anni ’40, continuando a suscitare un forte impatto mediatico, come dimostra l’aura leggendaria che circonda gli autori dell’ultimo, mai eguagliato primato.

5 Febbraio 1949, a guerra appena finita. Siamo a Vina del Mar, in Cile. Il capitano Alberto Larraguibel Morales in sella a Huaso, purosangue impavido dal carattere difficile, supera i due metri e quarantasette di altezza dopo tre tentativi. È un’impresa straordinaria, fuori dal comune, che cancella tutti i primati precedenti e rimarrà ineguagliato per sempre, anche perché questo tipo di gare verrà bandito ufficialmente di lì a poco.

Le immagini in bianco e nero fanno venire la pelle d’oca ancora oggi: è una piccola grande storia di follia e coraggio, quella che il cavaliere Morales ha saputo scrivere spronando il fedele Huaso. Nella sua forza e spregiudicatezza ha riposto ogni fiducia, e il suo fedele amico lo ha ripagato con un balzo che ha del soprannaturale. L’immagine sgranata da pellicola d’epoca accentua la sensazione di incredulità. Tutto in questa impresa appare assurdo, impossibile anche solo da immaginare se non ci fosse la prova incontrovertibile del video. La barriera da superare con la sua forma ricurva, quasi come fosse una rampa di lancio o un trampolino per il salto con gli sci, richiama per prima l’attenzione, seguita immediatamente dal gesto atletico compiuto da Huaso, il modo in cui si inarca al di sopra dell’ostacolo e resiste all’impatto dell’atterraggio sulle gambe anteriori…
Un tuffo al cuore inevitabile nel rendersi conto quanto si vada vicino alla perdita d’assetto e il cavaliere rischi di essere catapultato in avanti, e poi è finita: Huaso ce l’ha fatta, è campéon! Il suo nome resterà scritto nella storia per sempre.

Questo tipo di gare sopravvive oggi nella forma “aggiornata” delle prove di potenza, che però conservano ancora l’idea alla base delle folli imprese del passato.
Il record attuale di salto ostacoli in potenza è di 2,40 metri, stabilito nel 1991 dal cavaliere tedesco Franke Sloothaak in sella a Leonardo.

Oggi il ricordo di un’epoca d’oro dell’equitazione italiana non può non ispirare un po’ di malinconia. Forse non c’è bisogno di risalire ai tempi di Caprilli e Trissino, ma in ogni caso più di mezzo secolo è trascorso da quando a rappresentare il Belpaese nei concorsi più prestigiosi c’erano i fratelli d’Inzeo, che solo i lettori più maturi potranno ricordare.

Nelle immagini di alcuni video d’epoca come quello che vedete qui, si può ritrovare un pizzico di quell’atmosfera magica che caratterizzava il 1968, un anno pieno di fermenti. Oltre a Raimondo d’Inzeo, sempre fiero ed elegante nella sua divisa da carabiniere, un altro personaggio singolare di quell’epoca (questa volta sicuramente più popolare per i britannici) che può essere riconosciuto è Marion Coakes, la ragazzina terribile che insieme all’inseparabile Stroller proprio quell’anno avrebbe colto un argento storico ai Giochi di Città del Messico, primo e unico caso di un pony su un podio olimpico di salto a ostacoli.


Giovani promesse dell’equitazione italiana crescono. Lorenzo Antali è un talentuoso rider lombardo, classe 1994, che sta ottenendo risultati prestigiosi a livello regionale e nazionale nella disciplina del salto ostacoli.

A partire dall’anno scorso, Accademia Italiana, da sempre vicina ai giovani talenti che lavorano duramente per perseguire obiettivi ambiziosi, ha scelto come proprio testimonial Lorenzo, che incarna al meglio i valori fondanti del brand: passione, dedizione per il proprio lavoro, eleganza e attitudine.

Nel corso del 2015 il cavaliere bergamasco e il suo inseparabile Campej, stallone baio del 2002, hanno accumulato una notevole esperienza, togliendosi anche parecchie soddisfazioni. Gli ultimi mesi dell’anno in particolare sono stati ricchi di risultati di rilievo e di forti emozioni.

Il 23 Ottobre nelle strutture d’eccellenza dell’Horses Riviera Resort di Cattolica si è disputato il Csi 2 stelle dove Lorenzo e Campej hanno partecipato alla categoria bassa internazionale, le cui competizioni erano valide come selezioni per il Gran Premio delle regioni under 21 di Fieracavalli di Verona, come stabilito dalla FISE. Lorenzo si è classificato quinto ottenendo una meritata qualificazione.

Giovedì 05 Novembre Lorenzo ha così potuto calcare il prestigioso campo della coppa del mondo di Verona classificandosi quattordicesimo al Gran Premio delle regioni under 21. L’atleta lombardo ha ammesso che è stata per lui una grande emozione entrare in quell’importante campo, che la domenica successiva è stato calpestato da campioni di statura mondiale.

Inzia bene il 2016 di Lorenzo: proprio il 12 Febbraio, a Gorla Minore, ha ottenuto un eccellente secondo posto nella C130.

Non possiamo quindi che augurare a Lorenzo e Campej buon lavoro per un 2016 ricco di successi, con l’augurio che possano farsi strada in un settore difficile e competitivo come il salto a ostacoli e riescano ad ottenere soddisfazioni sempre più grandi. Accademia Italiana sarà sempre presente al loro fianco per sostenere i migliori talenti italiani.

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